Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche. Dal 1980 ad oggi.

Nome e Cognome:

Hugo Eduardo Rubio Montecinos


Luogo di Nascita:

Talca (Cile)


Data di Nascita:

05/07/1960


Ruolo:

Attaccante


Posizione:

Centravanti


Squadra:

Bologna

Voto al Bidone:

8


In una parola:

Dannoso



Hugo Eduardo Rubio


Lo preferirono a Ivan Zamorano, futura stella madrilena


30/10/2008

di Cristian Vitali

«E’ fortissimo, vedrete»
(Luigi Corioni, Presidente Bologna | «La Repubblica», 24/07/1988)
«Sono qui per fare molti gol. Per fare un paragone con un giocatore europeo, il mio gioco somiglia a quello di Butragueno»
(Hugo Eduardo Rubio, attaccante Bologna | «La Repubblica», 24/07/1988)

Correva l’estate del 1988, il Bologna aveva appena conquistato il ritorno in Serie A con Maifredi in panchina, e allora, per affrontare al meglio l’impegnativo campionato, l’allora Direttore Sportivo dei felsinei Nello Governato si mette alla ricerca di qualche fuoriclasse sudamericano per rinforzare la squadra. Parte quindi per il Cile, e riesce ad opzionare due giocatori: uno famoso e considerato quasi un mito in Patria, l’altro giovane rampante ma perfetto sconosciuto. Il primo rispondeva al nome di Hugo Rubio, stella del Colo Colo, che qualche giornalista locale aveva addirittura definito “Maradona delle Ande”, mentre il secondo era un certo Ivan Zamorano, di sette anni più giovane di Rubio, sconosciuto bomber del meno blasonato Cobresal. Tuttavia, alla fine, dopo qualche allenamento, si decide di acquistarli entrambi, ma uno solo sarà destinato a vestire la maglia rossoblu, e per la scelta finale pesano molto i giudizi raccolti in loco: pare che a Zamorano fin da piccolo gli avessero sconsigliato di giocare a calcio per via della sua debolezza fisica. Pertanto, Maifredi opta per la scelta più facile: l’affermato Rubio nuovo leader rossoblu, mentre l’anonimo Zamorano scartato in tutta fretta. E’ così che si consuma una della più clamorose sviste calcistiche mai viste in Italia.

«In Italia picchiano forte? Non c’è problema, anche nel Colo-Colo avevo sempre un uomo incollato addosso. Sono abituato»
(Hugo Eduardo Rubio, attaccante Bologna | «La Repubblica», 26/07/1988)
«Mi considero un puntero che però svaria sulle fasce laterali. Per questo mi affibbiarono il soprannome di Passero»
(Hugo Eduardo Rubio, attaccante Bologna | «La Stampa», 24/07/1988)
Infatti, com’è noto a tutti, se Zamorano, che fu spedito in prestito al San Gallo in Svizzera, si prese la sua rivincita, diventando in pochi anni uno dei più forti centravanti al mondo a suon di gol (dopo il biennio elvetico si trasferì in Spagna, prima al Siviglia e poi al Real Madrid, per poi tornare anche in Italia, all’Inter, da protagonista), Rubio invece, detto “Passero” per similitudine della sua rapida e corta falcata con la quale era solito puntare gli avversari quando attaccava irresistibile sulla fascia sinistra – ma questo solo in Patria – giunto in Emilia, subì un’inspiegabile involuzione che da inutile lo porterà ad essere addirittura dannoso per la squadra. Tra l’altro la trattativa per il suo arrivo in Italia fu parecchio intricata: il Presidente bolognese Corioni, in un primo tempo, aveva cercato di farsi girare il giocatore da una squadra svizzera di seconda divisione, il Winterthur, ovviamente per risparmiare sul prezzo. Ma ha spifferato l’ufficialità dell’acquisto di Rubio troppo presto e, dal Cile, il Colo Colo si è sentito tradito e ha alzato il prezzo. Corioni - che si è spesso contraddetto con il D.S. Governato, tra ufficialità e smentite - ha dovuto sborsare un mezzo miliarduccio in più e alla fine l’attaccante è arrivato. All’inizio del campionato, durante un gara di Coppa Italia con il Napoli, si infortunò al ginocchio, e dovette essere sottoposto a un intervento chirurgico al ginocchio sinistro, per una lesione al menisco e ai legamenti, restando ai box diversi mesi. Poi, pur pienamente ristabilitosi, deluse completamente le attese: alcuni suoi atteggiamenti fin troppo prudenti in merito alle sue condizioni di salute finirono per irritare il tecnico Maifredi. Le sue apparizioni si diradarono sempre di più fino a riassumersi in un bilancio sconcertante: 14 presenze e nessun gol! Come naturale conseguenza, a giochi fatti fu rispedito senza rimpianti in Cile, dove rimase per tutto il resto della carriera.
AGGIORNAMENTI — Oggi fa il Procuratore Sportivo e gestisce gli interessi di molti giocatori, tra cui alcune nostre vecchie conoscenze del calibro di Hector Tapia e Mauricio Pinilla. E come se non bastasse, gestisce anche una scuola calcio a Santiago, assieme a Claudio Borghi, un altro della lista.


«Toccherà ai difensori avversari preoccuparsi di me: voglio ripagare la fiducia della società»
(Hugo Eduardo Rubio, attaccante Bologna | «La Stampa», 24/07/1988)

«A chi assomiglio? Non so. Forse un pò a Vialli perché mi piace spostarmi su tutto il fronte dell’attacco. E forse un pò a Butragueno»
(Hugo Eduardo Rubio, attaccante Bologna | «La Repubblica», 26/07/1988)

«E’ vero che faccio pochi gol. Mi piace molto farli fare. Sono un generoso. Se riuscissi a farne una decina col Bologna sarei contento. In Cile si gioca però un altro calcio»
(Hugo Eduardo Rubio, attaccante Bologna | «La Repubblica», 26/07/1988)

«Mi sembra che questo negli ultimi venti metri possa diventare molto fastidioso per tutti»
(Luigi Maifredi, allenatore Bologna | «La Repubblica», 24/07/1988)

Stagione Squadra Presenze Reti
1979-80 Rangers Talca
1981-85 Cobreloa Calama 81 8
1985-86 Malaga (B) 25 4
1986-88 Colo Colo
1988-89 Bologna 14 -
1989-91 San Gallo 18 4
1991-94 Colo Colo
Gen. 94 Union Espanola
1994-96 Colo Colo 42 4
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