Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche. Dal 1980 ad oggi.

Nome e Cognome:

Hugo Hernan Maradona


Luogo di Nascita:

Lanus (Argentina)


Data di Nascita:

09/05/1969


Ruolo:

Centrocampista


Posizione:

Mezzapunta


Squadra:

Ascoli

Voto al Bidone:

9


In una parola:

Raccomandato



Hugo Maradona


Totale insofferenza al sacrificio: è un difetto di famiglia


12/03/2006

di Cristian Vitali

«Diventerà più forte di me»
(Diego Armando Maradona, centrocampista Napoli, fratello maggiore di Hugo)
«Tra due anni mi scade il contratto con il Napoli. Potrei rinnovarlo solo se la società prende mio fratello Hugo. Mi piacerebbe tanto giocare con lui»
(Diego Armando Maradona, centrocampista Napoli, fratello maggiore di Hugo | «La Stampa», 27/08/1986)

Un giorno di Primavera del 1985 nasce una stella: Maradona. No, non stiamo parlando di Diego, ma del molto meno conosciuto Hugo Hernan, schierato come regista della Nazionale argentina Under 16. Hugo, in effetti, è fratello minore del “Pibe de Oro” ma sembra averne, oltre al cognome, la classe: in una partita mette a segno una doppietta spettacolare, centrando anche il “sette” con una gran punizione. Diego, spettatore interessato dell’incontro, non lesina complimenti: «Diventerà più forte di me». In realtà mente sapendo di mentire ma, come sponsor, funziona benissimo: la “stella” Hugo – che sicuramente si è accesa e poi spenta quello stesso giorno – sbarca in Italia, precisamente ad Ascoli Piceno (accolto da Rozzi per amicizia con Moggi), con un retroscena. Pare infatti che Diego abbia minacciato i vertici del Napoli: o prestare i soldi all’Ascoli per comprare Hugo, o scordarsi i suoi gol. Nel frattempo il fratellino va a convivere con Diego nell’appartamento di Via Scipione Capece. Ma i giochi sono presto fatti. Qualche settimana prima, sia il Pisa che il Pescara, squadre interpellate in vista del suo ingaggio, si dimostrarono lungimiranti, rifiutando sdegnosamente le prestazioni del piccolo Maradona. Un giornalista argentino sintetizzò con poche ma eloquenti parole la differenza tra Diego e Hugo: «Uno calcia di sinistro e l’altro di destro, uno a sedici anni andava all’allenamento con le scarpe rotte, l’altro ci va a bordo di una Mercedes». Ogni commento è superfluo.

«Paragoni con Diego è inutile farne, lui è troppo bravo. Io cerco solo di conquistare il mio spazio e dimostrare che c’è posto anche per me nel campionato italiano, ovvero il più bello del mondo»
(Hugo Hernan Maradona, centrocampista Ascoli | «La Stampa», 18/08/1987)
«Hugo non è una scommessa ma un grande giocatore, abbiamo fatto un affare a prenderlo e vedrete che in campionato farà faville. Maradona è un giocatore di classe superiore, potenzialmente simile al fratello Diego, intanto il nostro Hugo è più bello: anche i nuovi compagni di squadra sono tutti con lui»
(Costantino Rozzi, Presidente Ascoli | «La Stampa», 18/08/1987)
Il curriculum di Hugo non è certo esaltante. Aveva alle spalle appena due stagioni all’Argentinos Juniors con sole 19 presenze ed un gol, ma non importa: debutta nella Serie A italiana nella prima giornata del campionato 1987/88, da titolare. Sarà la prima delle 3 partite che la fotocopia sbiadita del vero Maradona disputerà dal primo minuto di gioco: l’allenatore Ilario Castagner gli concederà poche altre occasioni, con la magica maglia numero 10 e risultati a dir poco obbrobriosi. Come riportarono le cronache dell’epoca: «Il baby Maradona si è installato in un appartamento con un’amica napoletana. Ha diciotto anni, la faccia imberbe, una tecnica semi-squisita che sciorina al debutto ma nessuna voglia di soffrire». È abbastanza anche per il modesto Ascoli, che decide presto di fare a meno del giovane ma bolso Maradona. Hugo non la prende bene: si arrabbia e pretende di giocare, ma non ottiene risultati. Dopo la disastrosa stagione – com’era prevedibile – l’Ascoli lo scarica; e così il Giappone, luogo di rifugio ideale per campioni sul viale del tramonto o per bidoni raccomandati, lo accoglie a braccia aperte e lo trasforma in una delle stelle del calcio del “Sol Levante”. Una curiosità: precisamente come Hugo, anche l’altro fratello di Diego Armando Maradona, Raul detto “Lalo”, si rivelò negato per il calcio d'alto livello. Troppo poco spirito di abnegazione: un vero e proprio difetto di famiglia.
AGGIORNAMENTI — Dopo aver smesso di giocare nel 2004 ha allenato il Puerto Rico Islandes, una squadra portoricana. Successivamente si è trasferito a Miami fondando una Scuola Calcio che portava il suo nome. Nell’Estate del 2012, complice un viaggio di cortesia a Napoli, accetta la proposta del Presidente della Mariano Keller, una Scuola Calcio che accoglie aspiranti e baby calciatori sui campi di Casoria, Secondigliano e Vomero e ne diventa il Coordinatore Tecnico degli Allenatori, trasferendosi a vivere nel Quartiere di Mergellina.


«Non lo nego, finora l’ombra protettrice di mio fratello Diego mi è stata di grande aiuto. Ma ora desidero camminare con le mie gambe. E’ finita la ventata di colore che può aver portato il fratello del celebre Diego. I primi applausi ricevuti domenica, per poco non mi facevano svenire dalla gioia. E’ quello che cercavo. Ora devo continuare»
(Hugo Hernan Maradona, centrocampista Ascoli | «La Stampa», 04/08/1987)

«Non vedo l’ora di affrontare mio fratello Diego, voglio dimostrare quanto valgo anche in Italia, e di fronte al mio bravissimo e famosissimo fratello maggiore»
(Hugo Hernan Maradona, centrocampista Ascoli | «La Stampa», 04/08/1987)

Stagione Squadra Presenze Reti
1984-85 Brown Arrecife (B)
1985-87 Argentinos Juniors 19 1
1987-88 Ascoli 13 -
1988-90 Rayo Vallecano (B) 28 3
1990-91 Rapid Vienna 3 -
Gen. 91 Deportivo Italia
1991-92 Progreso (B)
1992-94 PJM Futures Shizuoka 49 31
1994-95 Fukuoka Blux 27 27
1995-96 Avispa Fukuoka (B) 21 8
1996-98 Consadole Sapporo 56 15
1998-99 Toronto Italia
1999-00 Almirante Brown
Copyright © 2006 Calciobidoni.it — Le Meteore e i Bidoni del calcio italiano | Webmaster Cristian Vitali

Qualsiasi materiale pubblicato (testi ed immagini) può essere riprodotto a condizione che venga citata la fonte — Calciobidoni.it