Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche. Dal 1980 ad oggi.

Nome e Cognome:

Gustavo Javier Bartelt


Luogo di Nascita:

Buenos Aires (Argentina)


Data di Nascita:

02/09/1974


Ruolo:

Attaccante


Posizione:

Centravanti


Squadre:

Roma

Voto al Bidone:

9


In una parola:

Misterioso



Gustavo Javier Bartelt


Costò tredici miliardi e fu preferito a Trezeguet: zero gol


12/03/2006

di Cristian Vitali

«Fare i gol è la mia vera specialità: nell’ultimo campionato ne ho segnati 14 in 19 partite»
(Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)
«Giocare e vincere lo Scudetto, perchè no? E magari guadagnare un posto nella Nazionale Argentina. Per un giocatore è il massimo, soprattutto per uno come me, che quattro anni fa giocava solo per divertimento con gli amici, studiando Scienze Economiche all’Università»
(Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

Così recitava un articolo pubblicato durante la calda estate del 1998: «L’argentino Gustavo Bartelt arriva lunedì mattina a Roma, accompagnato dal suo procuratore. L’attaccante del Lanus si è accordato per 4 anni con la società giallorossa (1 miliardo e mezzo a stagione di ingaggio). La Roma ha invece pagato quasi 13 miliardi il prezzo del cartellino del giocatore di proprietà del Lanus e dell’ex manager di Maradona. Il giocatore – spiega il presidente Sensi – è piaciuto molto a Zeman, perché è un attaccante che la mette dentro. L’arrivo di Bartelt, però, non significa che abbiamo rinunciato a Trezeguet. Il francese, infatti, continua ad interessarci». Soprannominato “El Facha” (il bello), era una specie di angelo biondo, atteso a Roma come un l’arcangelo Gabriele: fu immediatamente paragonato ad un suo illustre predecessore, il connazionale Claudio Caniggia visto che, capelli a parte, faceva anche lui della velocità la sua dote migliore. Aveva anche una pesante eredità, visto che scelse il numero 9 di Abel Balbo. Avrebbe dovuto sostituire l’idolo della Curva Sud anche in campo con i gol, ma le cose andarono molto diversamente.

«E’ la fotocopia di Caniggia, s’è mosso bene valutando come da poco è con noi»
(Luigi Di Biagio, centrocampista Roma)
«Ho caratteristiche comuni con Caniggia? Forse si, però lui è un esterno, io sono un centrale»
(Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)
Esordì contro la Salernitana, il 12 Settembre 1998, in quella che sarà la sua unica gara giocata da titolare in Italia poi, in un Roma-Fiorentina, subentrò nei minuti finali e deliziò i tifosi con una rapida serpentina, seguito da un dribbling su un difensore viola e un preciso cross al centro per la zampata vincente del russo Alenitchev. L’inizio fu promettente, ma dopo questa partenza effettivamente bruciante nella seconda Roma di Zeman, appassì pian piano fino al definitivo oblio. Giocherà alla fine 12 spezzoni di gara, chiuso dagli exploit di Totti, Paulo Sergio e Delvecchio, che disputa la sua migliore stagione di sempre, con 18 centri personali. Va male anche la stagione seguente; sebbene chiamato alla prova d’appello, c’è l’ulteriore presenza ingombrante di Montella che gli consente di raccogliere solo le briciole: 3 presenze fino a Dicembre. Nel Gennaio 2000 lascia la Capitale per trasferirsi in Inghilterra, all’Aston Villa. Qui non entrerà mai in campo e, in estate, passerà al Rayo Vallecano. Giocherà 12 partite, segnando un gol al Malaga (il primo e unico della sua carriera in Europa).
«Cerco di mettere al servizio della squadra le mie qualità migliori: la rapidità, la mia capacità di smarcarmi, il fiuto per la rete»
(Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)
«Ho cominciato a 20 anni, prima studiavo, giocavo a pallone con gli amici. Poi mi sono accorto, dopo gli studi superiori, che potevo concludere qualcosa di buono anche giocando a calcio»
(Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)
Alla fine della stagione lascerà la Spagna per i noti problemi giudiziari legati allo “scandalo passaporti”: risultò infatti poco chiaro come riuscì ad ottenere la cittadinanza italiana. Per questa vicenda rimarrà fermo per ben due anni, il primo ancora sotto contratto con la Roma. Una sentenza ha poi successivamente definito la sua assoluzione, ma per la sua carriera è troppo tardi. Nel 2003 torna nel suo Paese e riesce a farsi ingaggiare dal Gimnasia La Plata, ma non riuscirà a segnare neppure un gol. Alla fine della stagione scende di categoria; si trasferisce al Talleres Cordoba e poi al Gimnasia De Jujuy, ma la musica ormai non cambia più: il gol diventa per lui una maledizione. Nel 2007 torna alle origini, nella squadra degli All Boys – dove ha vissuto il periodo più prolifico della sua modesta carriera – nella speranza che l’aria di casa gli permetta di ritrovare la vena realizzativa forse ormai definitivamente perduta.


«C’hai promesso Batistuta, Pippo Inzaghi e Trezeguet, sei tornato a mani vuote proponendoci Bartelt»
(1998/99)

E’ l’inferocito coro dei tifosi giallorossi ormai delusi rivolto al Presidente Sensi, reo di aver assicurato una roboante campagna acquisti e soprattutto un vero bomber di assoluto valore, ma che, al tirar delle somme, non riuscì ad acquistare nessuno se non lo sconosciuto argentino Bartelt.

«Io l’erede di Balbo? Magari: Abel è un idolo. Per me è gia’ tanto essere qui»
(Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

«Caniggia era alla Roma, ma non si può dire che giochiamo nello stesso ruolo e che ci siano molte similitudini tra noi due»
(Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

«E’ il classico attaccante che, se parte in progressione, non fermi più se non facendo fallo, tirandogli la maglia»
(Vincent Candela, difensore Roma)

«E’ velocissimo, lo vedrete: fa 11"4 sui 100»
(Franco Sensi, Presidente Roma)

«Quando uno come lui scatta, spesso si corre il rischio di doverlo prendere da dietro o in modi spicci. Sai quante espulsioni...»
(Luigi di Biagio, centrocampista Roma)

«L’argentino è un centravanti moderno di qualità, punta la porta e la vede. Ma la cosa che mi ha maggiormente colpito è che gioca anche per la squadra, prende palla e la distribuisce nel modo giusto, si propone e si smarca, non spreca mai. Poi è dotato di velocità, sullo scatto è difficile fermarlo. Un ottimo acquisto»
(Nils Liedholm)

«Bartelt un fenomeno? Non giudicatelo perchè ha preso a segnare. E’ bravo, ha numeri, ma aspettiamo gare vere e avversari veri»
(Zdenek Zeman, allenatore Roma)

«Che abbia stoffa l’ha dimostrato»
(Francesco Totti, attaccante Roma)

«Certo che giocare qui in Italia è veramente diverso dall’Argentina e dal Brasile»
(Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

«Giocavo nel Lanus. Un mercoledì mi chiama il mio procuratore e il venerdì ero già a Roma. Tutto di corsa. Non avevo neanche il passaporto argentino»
(Gustavo Javier Bartelt)

Stagione Squadra Presenze Reti
1993-94 Velez Sarsfield - -
1994-97 All Boys (B) 94 23
1997-98 Lanus 18 13
1998-99 Roma 12 -
1999-00 Roma 3 -
Gen. 00 Aston Villa - -
2000-01 Rayo Vallecano 12 1
2001-02 Roma - -
2002-03 Inattivo
2003-04 Gimnasia La Plata 18 -
2004-05 Talleres Cordoba (B)
2005-06 Gimnasia Jujuy (B) 13 -
2006-07 Inattivo
2007-09 All Boys (B) 35 2
2009-11 Inattivo
2011-12 All Boys (B) 1 -
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